Estratto da Articolo 3 – Finalità e Attività dello Statuto
- La Fondazione presta assistenza alle persone affette da neoplasie senza distinzione di età, sesso, contesto familiare, salute, lingua, religione, ambiente sociale e disagio socio culturale, in un contesto di miglioramento della qualità della vita delle persone e della comunità di riferimento.
- La Fondazione persegue, senza scopo di lucro, finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante l’esercizio, in via esclusiva o principale, dell’attività di:
1) prestazioni socio-sanitarie [lett. c) art. 5, comma 1 D.Lgs. 117/2017];
2) educazione, istruzione e formazione professionale [lett. d) art. 5, comma 1 D.Lgs. 117/2017];
3) formazione universitaria e post-universitaria [lett. g) art. 5, comma 1 D.Lgs. 117/2017];
4) organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale di cui all’art. 5 D.Lgs 117/2017 [lett. i) art. 5, comma 1 D.Lgs. 117/2017];
5) beneficenza, erogazione di denaro, beni o servizi, anche di investimento, a sostegno di categorie di persone svantaggiate o di attività di interesse generale come previste dall’art. 5 del D.Lgs 117/2017 [lett. u) art. 5, comma 1 del D.Lgs. 117/2017]. - In particolare, la Fondazione, coerentemente con le proprie finalità di assistenza ai malati neoplastici, individua, programma e svolge, direttamente o indirettamente, tutte le attività relative alla predisposizione ed erogazione di beni e servizi o di prestazioni economiche destinate a rimuovere e superare situazioni di bisogno e di difficoltà che il malato neoplastico e la propria famiglia incontrano nel corso della vita e della malattia.
- In tale contesto la Fondazione fa proprio il principio della integrazione delle politiche e servizi socio-assistenziali con quelli di ambito sanitario e relative alla qualità della vita, della presa in carico dei bisogni, anche in applicazione della programmazione territoriale e della cooperazione intersettoriale ed interistituzionale.
- La Fondazione fa propri inoltre i principi di cui alla Legge 15 marzo 2010 n. 38 – Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore e successive modifiche e integrazioni con particolare riferimento ai percorsi formativi omogenei per i volontari che operano nell’ambito delle cure palliative. Al riguardo la Fondazione pone particolare attenzione al dettato di cui all’art. 19 del D. Lgs. 117/2017 “Promozione della cultura del volontariato” che recita “Le amministrazioni pubbliche […omissis…] promuovono la cultura del volontariato […omissis…] valorizzando le diverse esperienze ed espressioni di volontariato, anche attraverso il coinvolgimento delle organizzazioni di volontariato e di altri enti del Terzo settore, nelle attività di sensibilizzazione e di promozione”.
- La Fondazione fa, infine, propri e intende promuovere concreta mente i principi di cui alla c.d. “Amministrazione condivisa” esplicitati dall’art. 55 del D. Lgs. 117/2017, quale innovativa condivisione di poteri e responsabilità tra Enti pubblici ed Enti del Terzo settore, chiamati a programmare, progettare e agire congiuntamente a favore delle comunità di riferimento. “Il citato art. 55, che apre il Titolo VII del CTS, disciplinando i rapporti tra ETS e pubbliche amministrazioni, rappresenta dunque una delle più significative attuazioni del principio di sussidiarietà orizzontale valorizzato dall’art. 118, quarto comma della Costituzione” [Fonte: Sentenza Corte costituzionale n. 131/2020].
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